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Lo studio di Neuropsicomotricità dell'Età evolutiva offre servizi di carattere educativo, preventivo e/o (ri)abilitativo per bambini.

 

 

Cos'è la Neuropsicomotricità?

Probabilmente vi sarà capitato di sentire il termine "neuropsicomotricità" collegato ai bambini o all'ambiente scolastico o a quello sanitario e, probabilmente, vi sarà sorta la domanda: "ma che cos'è e a cosa serve?". Cercare di dare un'unica risposta esaustiva, che tenga conto degli anni di storia, delle diverse correnti e delle nuove frontiere di ricerca di questa professione (attualmente riconosciuta come Neuropsicomotricità dell'età evolutiva) è difficile. Cerchiamo, comunque, di capirci un po' di più.

La Psicomotricità ha avuto origine in Francia, si è sviluppata in Italia alla fine degli anni '60 e trova i suoi ambiti di intervento nella prevenzione, nell'educazione e nella terapia.

Indicativamente, possiamo distinguere due tipi di psicomotricità: una funzionale e una relazionale. La prima ha un approccio neurologico e la seconda un approccio psicodinamico.

Diverse sono le scuole di pensiero esistenti: A.M. Wille (approccio di tipo piagettiano), "la scuola di Ginevra" (Ajuriaguerra e l'approccio neurofisiologico), Bérges (eutonia e rilassamento), Vayer (educazione fisica), La Pierre (approccio psicanalitico), ecc. La più diffusa è quella che riconduce a Bernard Aucouturier (Pratica Psicomotoria).

La Pratica Psicomotoria Aucouturier identifica lo sviluppo infantile come unità di movimenti, esperienze, pensieri, emozioni e azioni. I bambini sono sempre in movimento: corrono, saltano, fanno capriole, ... Usano le mani per giocare, per svolgere le attività quotidiane, per disegnare e per comunicare. Nel movimento e attraverso il movimento, i bambini esplorano il loro mondo e fanno l'esperienza di poter cambiare le cose, di esserne i creatori.

La Psicomotricità è qualcosa di vivo e dinamico costruito, però, su una base teorico-pratica di grande consistenza e che ha come obiettivo la maturazione psicologica del bambino attraverso la via motoria.

La sala in cui si svolge la Pratica Psicomotoria è strutturata in due luoghi: uno riservato all'espressività motoria e l'altro all'attività plastica, grafica e al linguaggio. I bambini hanno a disposizione diversi materiali che stimolano la loro espressività, saturano le pulsioni e favoriscono la creatività. Trovano spazio per saltare, arrampicarsi, dondolarsi e tuffarsi su materiali morbidi. Inventano situazioni di costruzione e ricostruzione del gioco ed entrano, simbolicamente, nei ruoli immaginari o reali che più si adattano ai loro bisogni emozionali o imitano le situazioni più vicine al loro mondo immaginario. Anche il tempo è strutturato per favorire un percorso di maturazione psicologica che potrebbe essere sintetizzato nella frase "dal corpo al linguaggio", ossia, dal tempo dell'espressività motoria a quello della narrazione di una storia e dell'espressività plastica e grafica.

Il neuropsicomotricista accoglie i vari modi di raccontarsi del bambino accompagnandolo nel percorso evolutivo; è in grado di ascoltarlo empaticamente ed è il garante della sua sicurezza fisica e affettiva. Essere all'ascolto del linguaggio (verbale e non) del bambino permette di cogliere l'importanza e il senso di ciò che esprime attraverso le sue diverse produzioni in quanto il gioco rappresenta uno strumento e una chiave di lettura fondamentale per indagare il mondo psichico ed emotivo dei bambini.

 

 

Cosa fa il Neuropsicomotricista?

Il terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva è l'operatore sanitario che, in possesso del titolo universitario abilitante, svolge, in collaborazione con l'equipe multiprofessionale di neuropsichiatria infantile e in collaborazione con le altre discipline dell'area pediatrica, gli interventi di prevenzione, terapia e riabilitazione delle malattie neuropsichiatriche infantili, nelle aree della neuro-psicomotricità, della neuropsicologia e della psicopatologia dello sviluppo.

Il terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, in riferimento alle diagnosi e alle prescrizioni mediche, nell'ambito delle specifiche competenze:

  • adatta gli interventi terapeutici alle peculiari caratteristiche dei pazienti in età evolutiva con quadri clinici multiformi che si modificano nel tempo in relazione alle funzioni emergenti;
  • individua ed elabora, nell'equipe multiprofessionale, il programma di prevenzione, di terapia e riabilitazione volto al superamento dei bisogno di salute del bambino con disabilità dello sviluppo;
  • attua interventi terapeutici e riabilitativi nei disturbi percettivo motori, neurocognitivi e nei disturbi di simbolizzazione e di interazione del bambino fin dalla nascita;
  • attua procedure rivolte all'inserimento dei soggetti portatori di disabilità e di handicap neuropsicomotorio e cognitivo; collabora all'interno dell'equipe multiprofessionale con gli operatori scolastici per l'attuazione della prevenzione, della diagnosi funzionale e del profilo dinamico funzionale del piano educativo individualizzato;
  • svolge attività terapeutica per le disabilità neuropsicomotorie, psicomotorie e neuropsicologiche in età evolutiva utilizzando tecniche specifiche per fascia d'età e per singoli stadi di sviluppo;
  • attua procedure di valutazione dell'interrelazione tra funzioni affettive, funzioni cognitive e funzioni motorie per ogni singolo disturbo neurologico, neuropsicologico e psicopatologico dell'età evolutiva;
  • identifica il bisogno e realizza il bilancio diagnostico e terapeutico tra rappresentazione somatica e vissuto corporeo e tra potenzialità funzionali generali e relazione oggettuale;
  • elabora e realizza il programma terapeutico che utilizza schemi e  progetti neuromotori come atti mentali e come strumenti cognitivi e meta-cognitivi; utilizza, altresì, la dinamica corporea come integrazione delle funzioni mentali e delle relazioni interpersonali;
  • verifica l'adozione di protesi e di ausili rispetto ai compensi neuropsicologici e al rischio psicopatologico;
  • partecipa alla riabilitazione funzionale in tutte le patologie acute e croniche dell'infanzia;
  • documenta le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata secondo gli obiettivi di recupero funzionale e le caratteristiche proprie delle patologie che si modificano in rapporto allo sviluppo.

Profilo professionale del terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva - Decreto ministeriale 17 gennaio 1997, n. 56 - Gazzetta Ufficiale 14 marzo 1997, n. 61